09 Novembre 2018 - 24 Febbraio 2019

Trento, Castello del Buonconsiglio

Studio ESSECI - SOTTO IL CIELO D’EGITTO. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez

SOTTO IL CIELO D’EGITTO. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez

Cartella Stampa e Immagini

Mostra a cura di Emanuela Rollandini

Comunicato Stampa

In una mostra-dossier curata da Emanuela Rollandini riemerge un capolavoro considerato disperso di Francesco Hayez.
Si tratta di una “Madonna con Bambino”, ambientata nel volgersi della Fuga in Egitto. E “Sotto il cielo d’Egitto” è, non a caso il titolo della mostra. L’olio fu dipinto da Hayez nel 1831 ed esposto, nel medesimo anno, all’Accademia di Brera, naturalmente a Milano.
L’opera, della quale non si conosceva la moderna collocazione, è ben documentata. Ne è documentata l’appartenenza, in antico, alla collezione di Simone Consolati, noto mecenate e cultore delle Belle Arti, che l’aveva commissionata per una cappella di famiglia.
Negli archivi del Castello del Buonconsiglio, se ne conserva anche una immagine fotografica d’epoca, pubblicata dalla curatrice dell’attuale mostra, nel 2008 in un volume rievocativo della cultura artistica di Matteo Thun.
Non si sapeva invece se la “Madonna con Bambino” fosse sopravissuta e, nel caso, dove venisse conservata. Il mistero, che per anni ha appassionato gli studiosi di Hayez, ha trovato risposta e, in questa mostra, per concessione dei suoi attuali proprietari, l’opera potrà essere ammirata dal largo pubblico e dagli stessi esperti nella mostra allestita al Buonconsiglio.
Per il “ritorno” di questo autentico capolavoro, Emanuela Rollandini propone una mostra dossier di notevolissimo interesse. La Madonna ritrovata sarà affiancata da altre due opere, sempre di soggetto sacro, di Francesco Hayez, entrambe provenienti dall’ambito trentino.
Si conta inoltre di poter esporre, richiesti a Brera, i disegni preparatori dell’opera, insieme a documenti ed ulteriori importanti testimonianze.
In questa “Madonna con il Bambino”, scrive la curatrice, “Hayez ha proposto il più tradizionale dei soggetti attraverso una rilettura della tradizione cinquecentesca, fra modelli raffaelleschi e raffinati richiami a Parmigianino – subito evidenziati dalla critica-, che oppongono la purissima armonia delle loro forme all’idolo egizio sullo sfondo, frutto di una ispirazione orientalista quanto mai aggiornata”.
Lo stesso Hayez, qualche mese prima, aveva stupito l’ambiente tentino con la su “Venere che scherza con due colombe (Ritratto della Ballerina Carlotta Chabert”, attualmente con Mart di Rovereto. La sensuale nudità della ballerina, entrata subito nella collezione di Gerolamo Malfatti, aveva scosso il mondo terentino, pur strettamente connesso, nella sua parte più avveduta, con gli ambienti artistici e culturali milanesi.
“Ma non è solo il soggetto a segnare una netta divaricazione di intenti fra il collezionismo disinibito di Malfatti e le scelte devote di Consolati. Quest’ultimo avrebbe voluto un dipinto dal tono particolarmente castigato e forse più tradizionale, tanto che Hayez si trovò costretto a opporre le sue fondate ragioni: “Io invece mi sono studiato (e non sarò forse riuscito di far conoscere nella posizione che la Vergine meditasse sui mistero dell’incarnazione ..,]. In quanto poi la nudità lei ha, ancora qui tutte le ragioni, ma (…) d’altronde nelle chiese di Roma, di Venezia e di tutta Italia ne ho veduti parecchi di così nudi ed ho azzardato d farlo anch’io”. L’accostamento a un nuovo modello di pittura avviene quindi, da parte del committente, con tutta la prudenza che semplifica il sentire più diffuso nei territori dell’ex principato vescovile, tanto da rendere ancora più eclatante, per contrasto, la scelta eccentrica di Gerolamo Malfatti”.
La mostra-dossier approfondisce quindi un capitolo tra i più interessanti della storia dell’Ottocento trentino, quello appunto dei legami con Milano, città delle avanguardie, e di un collezionismo che sapeva e voleva guardare avanti. Con figure come quella di Matteo Thun che nel suo castello in Val di Non accoglieva artisti, scrittori e poeti lombardi, e di sua madre, Donna Violante Martinengo Cesarasco Thun, gran dama e fine intellettuale. Offrendo l’immagine di una elite trentina nella quale tradizione e avanguardia convivono, a creare un ambiente cosmopolita, vivace e mai ripiegato su se stesso.
L’esposizione vuole essere anche un omaggio al legame che i Consolati hanno istituito con il Castello del Buonconsiglio e le sue collezioni.
“Nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la mostra – afferma il Direttore Laura Dal Prà – è l’occasione per raccontare la relazione virtuosa tra il Museo, la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e i lungimiranti collezionisti, che operando in sinergia hanno dato forma a un condiviso progetto di tutela, ricerca e valorizzazione”

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https://www.buonconsiglio.it/

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