Studio ESSECI - MARC CHAGALL “anche la mia Russia mi amerà” 6

In scena l’amore di Chagall per Bella

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Sabato 13 febbraio alle 17.00
in diretta fb dal Roverella
“Il Pittore e la sua musa”
Visita guidata online

Siamo alla vigilia del giorno degli innamorati e l’appuntamento on line da Palazzo Roverella non poteva che rendere omaggio alla storia d’amore tra Marc Chagall e la sua Bella. Appuntamento quindi sulla pagina facebook per la diretta da Palazzo Roverella, tutta dedicata alla storia d’amore appassionata e tragica tra il grande artista russo e la sua musa ispiratrice. Per raccontare il profondo sentimento che provava per la moglie Bella Rosenfeld, Marc si dipingeva sempre in volo con lei. Un sentimento puro e delicato eppure fortissimo, tanto da spingerli a fluttuare fra le nuvole.
Il colpo di fulmine fra i due scocca nel 1909 a San Pietroburgo. Lui, poco più che ventenne, artista bohémien, lei una tranquilla studentessa di appena 14 anni. Accomunati dall’origine ebraica, sono per il resto diversissimi: lui uno scapestrato, lei pacata e dolcissima. Attrazione degli opposti e fu amore a prima vista. Anche quando Marc lascia la Russia per Parigi Bella gli resta nel cuore, tanto che nel 1915 torna per sposarla e l’anno successivo nasce Ida, la loro unica figlia.
Bella non è solo la moglie di Chagall ma la sua musa, e lui la ritrae in diversi quadri poi diventati celebri, alcuni dei quali si ammirano anche nella mostra a Rovigo. Vivono dapprima a Parigi, poi, nel ’41, per salvarsi dall’invasione nazista della Francia, fuggono in America dove lei, colpita da una infezione, muore.
“Tutto è divenuto tenebre», scrisse Chagall ricordando quel momento. E da quel giorno l’arte del pittore di Vitebsk non è più stata la stessa.
Per raccontare una così struggente storia d’amore, al Roverella è stato scelto il linguaggio della danza. Perché “la delicata gestualità della danza descrive perfettamente l’amore eterno di Chagall per Bella, moglie, amica e ispiratrice. Sullo sfondo di una Russia divisa dalla Rivoluzione il loro legame diviene rifugio di conforto e pace, balsamo irrinunciabile per i mali del mondo. “La danza omaggia il simbolo di mostra in contrappunto con alcune letture drammatizzate tratte dall’autobiografia dell’artista”, annunciano gli organizzatori.

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