26 Settembre 2015 - 12 Giugno 2016

Possagno, Museo e Gipsoteca Antonio Canova - Crespano del Grappa, Palazzo di San Marco - Asolo, Museo Civico

Studio ESSECI - VENERE NELLE TERRE DI ANTONIO CANOVA
LMG440366 Venus, c.1817-20 (marble) (see also 440367-68) by Canova, Antonio (1757-1822); 177x52x70 cm; Leeds Museums and Galleries (Leeds Art Gallery) U.K.; Italian, out of copyright

VENERE NELLE TERRE DI ANTONIO CANOVA

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Comunicato Stampa

La Venere di Leeds torna nel suo naturale Olimpo.
Per accoglierla, Canova si racconta in tre sedi

La “Marca gioiosa et amorosa” ritrova la sua musa di sempre, la bella Venere.
Da settembre alla prossima Pasqua, la celebre Venere canoviana di Leeds è ospite in quella che è certo la sua terra di elezione, il suo naturale Olimpo, nel cuore di un territorio, il Trevigiano, che da secoli è riconosciuto come il luogo privilegiato del bel vivere e dell’amore.
Sarà ospitata nella Casa-Museo del suo creatore, Antonio Canova.

“Per l’occasione, evidenzia Franca Coin, che della Fonazione Canova è la Presidente, abbiamo voluto che tutte le sedi che in questa magnifica terra possono vantare nuclei rilevanti di opere dello Scultore, si “vestissero a festa”, unendosi a creare un itinerario d’arte che non potrà che affascinare i visitatori. Sia per le opere che vi sono proposte, sia per i luoghi che ospitano le tre ideali sezioni di questo percorso d’arte: Asolo, Possagno e Crespano del Grappa. Tre piccole città-gioiello dalla magica bellezza, inserite in un ambiente, le Colline dell’Asolano e le prime propaggini del massiccio del Monte Grappa, di un fascino ed una bellezza a volte struggenti”.

Asolo, la carducciana “città dai cento orizzonti” è terra di almeno tre donne straordinarie: Caterina Cornaro, Regina di Cipro che qui tenne una delle più raffinate Corti rinascimentali, Eleonora Duse, la “Divina” amata da d’Annunzio, e Freya Stark, esploratrice e scrittrice inglese che qui tornava dopo ogni viaggio. Nel Museo Civico della città, tra le altre meraviglie, una importate sequenza di opere di Canova, per l’occasione implementata con importanti prestiti.
Sul versante collinare opposto, Crespano del Grappa, dove con l’elegante centro storico si possono ammirare le opere del Mastro conservate in Palazzo Reale. Non ha nulla a che vedere con Canova eppure qui merita una visita il colossale Ossario di Cima Grappa, testimonianza di ciò che comportò la cosiddetta “Grande Guerra”.
in mezzo, Possagno, patria del Canova e custode, nel Tempio da lui voluto, del suo corpo mortale. Il suo atelier, la sua casa, le sue creazioni, persino il suo cuore, sono custodite nella Casa Museo e Gipsoteca, dove appunto viene accolta la Venere di Leeds.
Il celebre marmo rende ancora più intenso l’effetto che una passeggiata tra le creazioni di Canova custodite in Gispoteca provoca tra i visitatori. Un sempre effetto potentissimo, potentemente afrodisiaco per molti, persino eccessivo per alcuni, con casi di svenimento e capogiri.

E’ in questo contesto unico al mondo per paesaggio, architettura, arte, gusto e piacere del vivere, che torna la bella Venere.
Questo stupendo esemplare arriva dalla Gran Bretagna, dal Museo d Leeds di cui è l’effige. E’ una rappresentazione di una Venere “pudica”, maliziosamente sorpresa dall’osservare all’uscita da una fonte, che nasconde (o forse solo sottolinea) le se grazie dietro ad un telo. La Venere di Canova è una giovane donna, vera, sensuale, vibrante, non un freddo Mito ma una bellezza naturale, che – per dirla con Ugo Foscolo – “lusinga il paradiso in questa valle di lacrime”.
Chi la osserva, uomo o donna che sia, non può che ammirare la sua pelle di seta, il piccolo impertinente seno, il morbido lato B. Diventa uno sforzo non lascarsi andare ad una furtiva carezza, impulso che lo stesso Foscolo non seppe trattenere, traendone una grande gioia. Qui il Mito si fa carne e diventa occasione di sogni e di desideri.

Intorno al favoloso marmo di Leds, Mario Guderzo, direttore del Museo Gipsoteca, ha creato una vera e propria mostra-percorso, proponendo le molte testimonianze che Antonio Canova ha lasciato intorno al tema di Venere e, più in generale, del nudo femminile.
“Il tema della bellezza è connaturato al Canova, afferma Guderzo. Mai nulla di volgare nei suoi corpi, si tratti di giovani donne o di giovani corpi maschili, ritratti con eguale passione. Canova amava la bellezza e la trasponeva nelle forme perfette, ma vere, dei suoi nudi”.

Usciti dalla Gipsoteca, accompagnati dal ricordo palpitante della Venere, è davvero bellissimo perdersi tra prati e boschi, ammirare le architetture, ville, castelli, vecchi casali, che punteggiano le colline, farsi tentare da una ristorazione che qui utilizza principalmente prodotti locali.
All’insegna del piacere di fare propri il buon vivere e il bel vivere. Nella terra che da sempre è “Gioiosa et amorsa” e che anche oggi si conferma meravigliosamente tale.

Questa proposta è anche un omaggio a mons. Giovanni Battista Sartori Canova, fratello dell’Artista, che ha dato vita alla Fondazione Canova di Possagno, al Lascito Fondazione Canova di Crespano del Grappa e che ha donato alla città di Asolo opere d’arte e sculture in marmo del Mastro.

info: www.museocanova.it 0423 544323 posta@museocanova.it

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net (Stefania Bertelli)

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